Marcello ‘Nello’ Guardigli Itw

Matteo Di Nisio

Marcello Guardigli Self Portrait

Questa volta abbiamo deciso di scambiare due parole con Nello, all’anagrafe Marcello Guardigli: uno dei filmer più prolifici della scena skateboard italiana e ora fotografo di quella australiana.

Ciao Nello, per chi non ti conosce: da dove vieni, chi sei e di che ti occupi al momento?
Ciao Matte, sono originario di Ravenna ed ho documentato lo skateboarding italiano dal 1998 filmando ed editando video. Nel 2008 mi sono trasferito in Australia, precisamente a Melbourne: quando sono arrivato stavo ancora facendo il videomaker ma poi ho iniziato a lavorare full-time per una company che pulisce l’oceano da petrolio e idrocarburi. Grazie a questo lavoro, che sto ancora facendo, sono riuscito a prendere sponsorship e ad avere una residenza permanente. Lavorando full-time non ho più avuto tempo per filmare ed editare video, quindi ho messo la videocamera da parte e mi sono dedicato completamente alla fotografia.

Mauro Caruso bs tail Sicily

Mauro Caruso • bs tail • Sicilia

Infatti da poco sei diventato ufficialmente cittadino australiano: cosa ti ha portato a fare questo importante passo? Come tanti ti eri rotto le palle dell’Italia ma, a differenza di molti, hai combinato qualcosa al posto di lamentarti e basta?
Sono diventato cittadino australiano lo scorso ottobre. È stata una delle soddisfazioni piu belle della mia vita. Sono ancora cittadino italiano, quindi ora posso decidere dove stare e per quando mi pare. In Italia non ci vedevo un futuro, almeno il mio. Troppe tasse da pagare, arrivare alla fine del mese con i soldi contati, tutto è molto lento, la gente è molto stressata, arrogante e cerca sempre di incularti in qualsiasi cosa. Per farti un esempio di cosa voglio dire: se sei in fila da qualche parte c’è sempre qualcuno che vuole passarti davanti. Per cosa? Per dimostrare che è più furbo? Questi sono principi fondamentali e se non c’è il rispetto reciproco in queste piccole cose come fa un paese a funzionare? Lamentarsi non aiuta, per cambiare un intero paese non bastano cento o mille persone che la pensano come te, ci vuole almeno più della metà della popolazione. Quindi per una serie di motivi ho provato a trasfermi qua, ci ho creduto ed alla fine, con anche un po’ di fortuna, ce l’ho fatta.

Quindi cosa ti ha portato proprio in Australia e cosa ti ha convinto a restarci?
Sono venuto in Australia per la prima volta in vacanza nel dicembre del 2004. Sono venuto qua perchè conoscevo Anton Jeandet, uno skater di Melbourne che era sposato con una ragazza di Ravenna. Mi hanno ospitato a casa loro per quatro mesi. Fin dal primo giorno mi sono sentito come a casa. Tutte le persone che ho conosciuto erano oneste, altruiste e super amichevoli. Mi hanno considerato parte di loro fin dal primo momento che ci siamo incontrati. Poi a livello skateboarding e skatepark a quell’epoca ed anche ora è un altro pianeta. Quindi diciamo che ci sono stati diversi fattori che mi hanno convinto a trasferirmi qua…

Giorgio Zattoni fs air Mezzano

Giorgio Zattoni • fs air • Mezzano

Che stai combinando al livello di lavoro, skateboarding e altro?
Come ti ho detto prima lavoro full-time in questa company. A livello di skateboarding sto facendo continuamente foto che vengono pubblicate nei main magazine australiani. Sto facendo anche molte mostre, un’altra cosa che in Italia non ti puoi permettere facilmente come qua. Rimanendo nel discorso in relazione lavoro e vita, se voglio giorni off per andare a fare foto o uno skate trip, il mio boss me lo permette senza sbattere ciglio. Prova a chiedere una settimana off al tuo datore di lavoro in Italia per andare a fare foto! Dream it!

In cosa si differenzia la scena skateboard australiana rispetto a quella italiana?
Dal mio punto di vista in Italia ci sono tantissimi skater bravi, forse anche troppi per la quantità e la qualità dei park che ci sono. Qua hanno iniziato a costruire skatepark in cemento nel 1975 e ne stanno costruendo continuamente, ogni suburb ne ha uno. Logico che il livello è compeltamente diverso rispetto a quello Italiano. Qua sono anche più vicini alla cultura americana, nel senso che fin dai primordi dello skateboarding hanno visto tour, video e vissuto quella scena in maniera più vicina che dall’Italia. Lo skateboarding qui è anche molto integrato nella società australiana e non è visto come una cosa marginale.

Anton Jeandet fs no-comply Melbourne

Anton Jeandet • fs no comply • Melbourne

A livello di business e sponsorizzazioni è una scena che si avvicina di più a quella europea o a quella americana?
Anche se il livello di skateboarding è assurdo, se vuoi viverci bene e fare una carriera devi andare in America. Chi rimane qua ed è sponsorizzato dai distributori australiani riesce a camparci, ma per arrotondare deve anche fare qualche lavoro extra. Quindi direi che è molto più vicina alla scena europea da questo punto di vista.

Ormai manchi dall’Italia da un po’ e i più giovani forse non sanno che sei stato uno dei video maker più produttivi nella scena. Vogliamo riassumere le tappe della tua produzione video?
Nel 1999 ho realizzato con un paio di amici il primo skateboard video che avevamo chiamato Skyvm. Dopo un paio di anni, entrando in collaborazione con Marco Morigi e Marco Miccoli, abbiamo creato Volume Video. Abbiamo realizzato quattro uscite, le ultime due allegate a 6:00AM. Avevamo iniziato ad avere anche collaboratori europei e ad espandere la visione della produzione attarverso il vecchio continente. Durante quegli anni ho curato anche i video dello Slam Trick, una delle più belle gare di skateboarding alle quali abbia mai assistito. Poi dal 2004 venendo in Australia ogni inverno, pian piano ho smesso di credere nel progetto skateboard video in Italia. Nel 2000 sono andato a filmare la mia prima gara internazionale. Fu un evento epico e non potrò mai dimenticare questa scena di John Cardiel: tavola spezzata, continuava a provare bs 360° over la big platform. Credendoci e chiudendolo.

Altra clip storica del 2004, dopo anni di missione, Giorgio ha chiuso il secondo 900° nella storia dello skateboarding: altro momento unico e magico che ho documentato!

Un’altro momento incredibile. Daniel Cardone al Pot-Hole, uno dei piu grandi full pipe skateabili del pianeta. Il trip nel mezzo del nulla, il camping ed il vibe sono stati magici: poi quando Daniel si è attivato è stato ancora più epico…

Qui invece alcune delle ultime clip che ho realizzato col footage che doveva essere per la quinta uscita di Volume.

Al tuo arrivo in Australia eri ancora principalmente legato al filming: cosa ti ha portato ad abbandonarlo per dedicarti totalmente alla fotografia?
Come ti ho detto prima, ho dovuto trascurare il video per una questione di tempo. Poi la fotografia mi ha affascinato tantissimo fino a farmi mollare completamente la cinematografia. Negli ultimi anni ho acquistato un tot di attrezzatura fotografica per portarmi ad un livello professionale. Sono molto legato alla fotografia analogica e scatto tanto bianco e nero in 35mm e medio formato con Hasselblad. Mi sono dovuto anche adeguare col digitale, fondamentalmente per fare sequenze.

Il fotografo di skateboard è una professione in Australia o siete messi come qua?
Anche qua per i fotografi è dura. Nel senso che se non lavori ufficialmente con contratto per uno skateboard brand devi fare anche altri lavori, altrimenti non riesci a campare solamente facendo foto e pubblicandole nei magazine. Comunque pagano decentemente ed almeno hai qualche rientro ogni mese.

Daniel Cardone fs grind Bologna

Daniel Cardone • fs grind • Bologna

Com’è il panorama dei media australiani?
I media in Australia stanno lavorando molto bene e supportano la scena in maniera eccezionale. Ci sono due main skateboard mag: The Skateboarder’s Journal che esce ogni tre mesi e Slam che esce ogni due. Ci sono anche due siti che lavorano molto bene, con tantissime news e video e sono skateboard.com.au & sba.org.au

Com’è da voi la qualità della vita in generale rispetto all’Europa?
La qualità della vita qua è positivamente assurda, se sai gestirti i soldi riesci a risparmiare qualcosa ogni mese. Qui vivi, in Italia sopravvivi. Melbourne è stata nominate per l’ennesima volta la città più vivibile del mondo. Quindi direi che non devo dire altro. Poi dal mio punto di vista le persone sono molto oneste e amichevoli. Per esempio se perdi il cellulare il 90% delle volte ti ritorna indietro. La criminalità è molto poca e quando sei in giro a fare foto non ti devi guardare attorno per tenere sempre un occhio alle borse. Logicamente anche qua ci sono gli imbecilli, non è tutto perfetto ma si vive ancora alla grande.

Bugs Fardell Kick Flip Melbourne

Bugs Fardell • Kick Flip • Melbourne

Quali sono i tuoi prossimi progetti? Tornerai presto qui in Italia o per ora non ci pensi neppure?
Al momento direi che non penso minimamente di ritornare in Italia. Poi un giorno chissà, per qualche motivo ci si rivedrà nel Bel Paese. Progetti? Spingere il più possibile la fotografia cercando di farla diventare un professione full-time e cercare di skateare il più possibile.

Grazie mille Nello, aggiungi ciò che vuoi e ti auguriamo il meglio per il tuo futuro!
Skateate, divertitevi più che potete ma pensate anche al vostro futuro. Se avete la possibilita e la volontà scappate dall’Italia. Tristemente non c’è più nulla da prendere in quella nazione. Non vedo un risanamento politico e fiscale e probabilmente non ci sarà mai. È un peccato perchè l’Italia è un posto bellissimo, probabilmente uno dei più belli al mondo e con tantissime potenzialità. Alla fine raccogli quello che semini. Grazie tantissimo a te Matteo, spero di rivederti la prossima volta che ritorno in Europa per una birretta, magari al Birrificio di Lambrate col Boss

Ross McGouran bs wall ride San Francisco

Ross McGouran • bs wall ride • San Francisco

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