Il solo e unico Mark Gonzales

Max Mameli

Negli ultimi anni spesso e volentieri chi ha una certa abilità o chi ha una trovata geniale viene apprezzato dal suo entourage con l’espressione “è un king”. Da non confondere con questo tipo di situazione invece è Mark Gonzales: lui è IL king.

Per ricostruire la sua carriera in modo esaustivo ci vorrebbe un libro. Non è mia intenzione farlo ma intendo dare a Cesare (ovverosia all’imperatore dello street skateboarding di tutti i tempi) quel che è di Cesare cercando di raccontarvi ciò che lo distingue dalla plebe nello skateboarding.

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ph. courtesy of adidas skateboarding

Per capire un po’ da dove arriva il Gonz devi prendere la tua vita, dimenticare lo smartphone, youtube, i videogames e i magazines. Il nose della tua tavola praticamente non esiste e uno dei tuoi skate bros preferiti si chiama Natas Kaupas. Il nostro uomo è stato il primo skater in assoluto ad avere un pro model per la sua abilità nello street skateboarding e non perché andasse in vert, malgrado sapesse dire la sua anche in quel campo. Quello che fa la differenza assoluta quindi è che mentre tu hai dei punti di riferimento da imitare, eguagliare o scimmiottare (scegline uno) lui non ne aveva. Non per entrare in uno dei soliti cliché ma qui più che mai lo skateboarding era per davvero una forma di espressione, era l’interazione dello skater con l’ambiente che lo circonda. Non c’era altro che la voglia di esplorare i limiti di quello che fosse possibile.

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SX:Quando i flip tricks sui passamani li facevano veramente in pochi, Gonz durante la practice session a Munster, probabilmente nel 91, ci regala un flip backside 50 50. ph. courtesy of Giampiero “G” Pelusi.

DX:Dall’archivio di XXX arriva questa pagina composta da foto di Gonz ad Hollywood inviate al magazine direttamente da Real Skateboards. ph. courtesy of Muriel photography.

Anche l’hardware era agli albori di quello che sarebbe stato lo sviluppo attuale e infatti si attribuisce a Mark Gonzales il primo grip tape decorato con i marker. Una mente in fermento continuo che necessita di esprimersi o con la tavola o con il disegno. Una reinterpretazione dei suoni della lingua inglese che lo porta additittura a delle versioni artistiche delle parole stesse che accompagnano la sua arte con dello spelling scorretto, lì a dimostrare che la comunicazione e l’emozione sono le sue priorità.

Mark faceva parte di Vision, il colosso sotto il controllo di Brad Dorfman che annoverava tra le file dei suoi pros il leggendario Gator, oltre ad altri nomi quali Marty Jinx Jimenez, Tom Groholski e Primo e Diane Desiderio. Oltre a Vision, Dorfman controllava Sims dove casualmente uno dei freestylers di punta rispondeva al nome di Steve Rocco. Quest’ultimo dopo essersi trovato a piedi (quindi senza più un pro model Sims con il suo nome) decide di chiedere aiuto a Skip Engblom e produce delle tavole che nei primi tempi chiamerà SMA World Industries per poi lasciare una volta per tutte a Skip SMA e tenere lui World Industries.

Mark si rende conto che ha un’opportunità e decide di lasciare Vision per unirsi allo squadrone di Rocco e fondare Blind. Quella che ora è la company test del gruppo Dwindle dove “ti prendiamo e vediamo se sei bravo, altrimenti poi scompari” come è successo a Josh Kasper, Gideon Choi, Robbie Mc Kinley fino al più recente Grant Patterson, un tempo era una company che aveva un’identità di rottura ben precisa. Già partendo dal nome: non ho più una vision, ora sono blind [non ci vedo più, sono cieco], Blind si poneva come company diversa che, nè più nè meno come lo skating del nostro Gonz, esplorava i limiti di quello che fosse possibile.
I loro riders hanno la reputazione di essere top, quindi questo li pone nella posizione di poter avere nei magazines delle pubblicità con Jason Lee mendicante col cartone che dice “Will skate for food” [skaterò per soldi]. Le prime tavole erano irresistibili a dir poco: leggere, shapes innovativi e dei colori e delle idee talmente d’impatto che i kids se ne sono innamorati e la company ha avuto un successo che ha portato a degli ottimi risultati.

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Catalogo Blind 1991

Mark rimane comunque legato ad una figura di outsider: è troppo impegnato ad essere sè stesso per seguire quello che fanno gli altri. Mentre tutti girano per Airwalk, lui gira per Simple shoes. Mentre tutti si vogliono vestire 40s lui fonda Kools. Lui risponde alla ricerca di una identità netta per entrare in uno stereotipo dello skateboarding con una sorta di non identità unica che lo porta ad avere dei riccioli senza forma, skateare con occhiali da sole, indossare sciarpette e giubbotti invernali di ogni tipo. Il suo skateboarding si evolve ma la sua ricerca continua di qualcosa di nuovo lo porta a cercare emozioni altrove invece che nell’evoluzione fine a sè stessa. Ecco che spuntano raidate con scarpe in cuoio (“poi quando metto le scarpe da skate giro meglio”) piuttosto che dei giri con le tavole prestate dato che raramente si porta appresso la propria.

Poi ancora la famigerata ruota riminiscente di una attrazione da luna park composta da tavole collegate tra loro con lui dentro che la fa girare. Questa idea che risale al primo periodo Blind è stata poi remixata di recente con tavole Krooked e uno sfondo di alba parigina che tanto regala alla sua visone artistica. Lontano dall’essere “il più bravo”, il Gonz è senza ombra di dubbio il più interessante, il pioniere per eccellenza, baluardo della creatività e del divertimento. Il suo è un sorriso autentico, da bambino che non è mai cresciuto. Infatti, malgrado difatti sia il boss di Krooked, company del gruppo Deluxe, lungi da lui strutturare le collezioni di tavole e le grafiche. Assistito dal versatile Tommy Guerrero, le sue grafiche vengono inviate random via fax allo stesso che le riordina, le colora e crea coesione in un meraviglioso mondo: quello dell’arte di Mark Gonzales.

E’ una giostra! è un mostro! no, è Gonzales a Parigi con la sua ruota di skateboards

Questa sua immagine decisamente liberale non poteva non interessare adidas che lo ha supportato nel suo skateboarding subito dopo Simple riconoscendo in lui quei principi di divertimento e creatività che stanno tanto a cuore al brand in questione. Matrimonio questo estremamente felice visto che questo brand ha di recente celebrato i 15 anni che lo legano a questa figura amata dagli skaters di tutto il globo con una expo di fotografie dei top fotografi di skate, unita ad opere della sua arte ed ad una carrellata di prodotti adidas con il suo nome sopra.

Amato dai top pro skaters che vedono in lui una figura di riferimento come dagli shops che in tutto il mondo vendono le sue limited editions, Colette su tutti, non ci sarà mai un altro Mark Gonzales: di king ce n’e’ uno solo.

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