SSD ”NON SKATEO 2” | VIDEO + INTERVISTA

Pat Frunzio

 

Indipendentemente dal tipo di persona che siete, una session insieme agli Esperti vi farà sicuramente riflettere sul vostro modo di vivere lo skateboarding.
Da questo eccentrico gruppo trasudano un affiatamento, sintonia e spensieratezza tipica di una crew di ragazzini che ha appena iniziato a skateare, anche se gli Esperti, come dice il nome, di esperienza sulla tavola ne hanno parecchia.
Nel 2018 hanno fatto uscire il loro primo full length “NON SKATEO PIÙ”, composto al 50% di skateboarding e al 50% di sketch geniali. Ora, dopo un anno e mezzo, esce il sequel “NON SKATEO 2!”, che ho avuto la fortuna ed il piacere di editare. Durante l’editing del video mi sono accorto di avere sotto mano del materiale preziosissimo, direi sia dal punto di vista skateistico che umanistico. Se pensate che siano parole esagerate, andate a guardare il video qui sotto, e se ciò che guarderete vi lascerà perplessi, potrete chiarirvi un po’ le idee con quest’intervista.

Come è nata SSD? 

-SSD nasce da Chiole nel 2009 (se non erro). Erano lui e altri skater di Como, ora per lo piu spariti. Rinasce pochi anni fa, quando Chiole abbandonato a Como da solo iniziò a gasarsi a beccare inizialmente me e Jonny… poi anche Dave, Fede e Andres. – Miky Mauri

Uno dei momenti più rappresentativi di ”NON SKATEO 2!” è quando la nonna di Cesco (Francesco Ferro) invita suo nipote a smettere di skateare, perchè pericolosissimo. Ora vogliamo 5 buoni motivi per smettere di skateare, da voi, profeti del ”Non Skateo Più”.

-Troppo facile: figa, lavoro, farsi male, droga, povertà o perchè è troppo difficile e non ci viene il trick.

Abitate tutti sparsi in provincia di Como, e spesso per skateare dovete farvi come minimo mezz’ora di macchina. Nonostante questo siete sempre in giro, tra varie città del nord a skateare qualsiasi cosa di ”commestibile”, senza mai storcere il naso. E’ possibile che la scomodità dell’essere uno skater di provincia sia in realtà una forte motivazione per apprezzare ogni tipo di spot che ci si trova davanti?

-Si! Chi ha il pane non ha i denti, e l’importante è la compagnia.

Trovate sempre dei modi super ingegnosi per provarci con le signorine di tutte le età, come il cartello ”FACCI VEDERE LE TETTE” oppure chiedendo pareri sulla propria ”terza gamba” (minuto 4:54). Ma noi siamo curiosi di sapere, con questi approci avete mai veramente rimorchiato in una session? 

-Fare i simpatici marpioni più che altro è un modo per divertici tra di noi, non lo facciamo veramente sperando di ottenere risultati. Tanto il potere decisionale per queste cose ce l’hanno le donne… Al massimo con il nostro atteggiamento ci allontaniamo quelle snob, ma chi le vuole?

Chiole, probabilmente sei più famoso per i tuoi fumetti su Instagram che per il tuo skateboarding. Ma cosa ti spinge a disegnarne così tanti? Hai scoperto che l’unico metodo infallibile per rimochiare è disegnare fumetti porno? 

-Allora… a Lugano mi chiamano “Il Famoso” da prima che iniziassi a fare i fumetti… Comunque ho iniziato a farli perchè volevo imparare a disegnare, e ne faccio tanti perchè ci metto lo stesso impegno e dedizione che ci metto nel fare skate, cioè pratico il più possibile, cercando di divertirmi. Mi piace cosi tanto fare fumetti perchè ho scoperto che ha molte attinenze con lo skateboarding: è un modo per esprimersi, ci sono diversi stili, si può essere punk spinti, staccare il cervello, sentirsi liberi… Sono soddisfatto che ci sia tanta gente che legge i miei fumetti e che li apprezza e si sà: famosità = figa… Questa si chiama “sindrome dell’animatore”, è una teoria che ho elaborato io; potete scaricare un mio podcast a riguardo su ElephantTube.com, subito dopo il “tutorial per fare squirtare le tipe” di Miki.

Dave, nonostante l’età e i capelli brizzolati, il tuo skating ha ancora l’energia e lo stile di dieci anni fa. Ma non sembra che te ne sia mai fregato molto di ottenere sponsor e visibilità, infatti è difficile trovare del tuo footage online. Ci puoi spiegare perchè hai scelto di skateare sempre per i fatti tuoi, lontano dai “riflettori” della scena? 

-Penso che sia legato più alla scarsità di costanza e impegno nel viaggiare per filmare o fotografare che allo stare per i fatti miei. Lo skateboarding è stata una passione dall’adolescenza, ma avevo altri interessi a cui dedicavo tempo: grafica, design, musica… per questo non ho “cercato” assiduamente sponsor.

Il vostro skateboarding sembra l’esatto contrario dell’atletismo destinato alle olimpiadi. Cosa ne pensate di chi vive lo skate in modo serio e agonistico quale uno sport?  

-Lo skate come sport agonistico magari ti può portare sponsor, soldi, successo ecc… Ma non sará mai come l’emozione che provi ogni volta che vai in skate gasato per la session, vivendolo giorno per giorno senza pensare al domani o ai tricks futuri… Se lo vivi seriamente come uno sport prima o poi perderai quell’ebbrezza e lo vedrai un po’ come un lavoro, e magari inizierà pure a farti schifo, e alla fine ovviamente NON SKATEO PIÚ². – Jonny

Durante le riprese di questo video avete sicuramente fatto incazzare un sacco di passanti. Vi è mai capitato di venire presi a botte oppure di finire in questura?  

-Si, una volta dei tipi dei palazzi di Lampugnano mi hanno cartellato in testa… – Chiole

Quali sono i progetti futuri di SSD?  

-Ci sposiamo tutti in un matrimonio collettivo e adottiamo un bambino che chiameremo Redbull!

 

 

 

 

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