Rewind // Matteo Di Nisio

Si torna al 2004 insieme a Matteo Di Nisio, quando lo skateboarder pescarese era il capo indiscusso di Milano Centrale. Riviviamo con lui la sua videopart del video Spaghetto Child ‘Why Be Something That You Are Not?’

Matteo Di Nisio e lo skateboarding… quando e come e perchè tutto ha avuto inizio…
Ho iniziato a skateare durante l’estate del 1988 a Pescara, con un Gioca piatto in truciolato con i truck di ferro e le ruote di plastica. Avevo una forte curiosità per le novità d’oltre oceano e grazie ad uno dei primi skate shop italiani avevo la possibilità di sfogliare i primi Thrasher, Power Edge e Transworld Skateboarding. Da lì è nato tutto: la prima tavola professionale, una Vision Ken Park, le prime Airwalk etc… Ho iniziato a viaggiare presto e a diciotto anni grazie, al supporto dei miei genitori, mi sono trasferito a Milano, dove sono rimasto per vent’anni ed ho conosciuto e frequentato delle persone favolose. Ovviamente tra un trasloco e l’altro ho continuato sempre a skateare.

La video part in questione è tratta dal video Spaghetto Child ‘Why Be Something That You Are Not?’: raccontaci com’era filmare al tempo senza smart phone e social vari.
Molto diverso sicuramente: i tempi per le riprese erano più lunghi, le batterie duravano meno e difficilmente rivedevi i filmati prima di riversarli su di un PC scassato… Poi il più delle volte uscivamo solo a skateare senza l’idea di filmare, poi beccavi qualcuno in Stazione Centrale che aveva una camera, te la facevi prestare e ti facevi poi dare le cassettine.

Aneddoti particolari dietro queste riprese?

È stato uno dei periodi più belli e pieni della mia vita e di aneddoti ce ne sarebbero davvero tanti… Boss a.k.a. Gianluca Mariani quando poteva filmava ogni cosa, facevamo delle grandi serate tra le diverse case di tutti noi, eravamo sempre in giro assieme per gli spot, giorno e notte, con amici, scooter, furgone e cani…

Chi si occupava di filming ed editing?
Di filmare se ne occupava il Gianlu e Diana (Manfredi), prima che si trasferisse definitivamente negli Stati Uniti, si occupava dell’editing. Sicuramente la mano più ‘professionale’ di Diana è stata fondamentale!

Quanto tempo hai impiegato per filmare la video part?
Si montava quello che c’era, anche riprese davvero scadenti e trick ignoranti ma credo che proprio quello fosse il bello… Non avevamo la foga di tornare a catturare un trick mancante come magari accade oggi: se avevamo la ripresa bene, altrimenti non importava, amen. Poi anche i tempi di montaggio erano lunghi quindi probabilmente ci sono riprese di un intero anno!

Com’era la tua giornata tipo quando uscivi a skateare e filmare?
Di solito ci si beccava nel primo pomeriggio in MC e si prendevano di mira delle linee e, passanti permettendo, skateavamo e basta: se poi si era particolarmente presi bene da un paio di trick si prendeva la camera in furgone e si sperava di avere le batterie cariche!

Quanta influenza ha avuto Spaghetto Child sulla scena milanese del tempo? E da quella italiana com’era vista?
Stimo profondamente il Boss, che ha sempre avuto idee chiare e radicali, dissacranti e dirette, quindi credo che a Milano abbia ed avrà sempre influenza. A livello nazionale non può non avere il rispetto di tutti, dato che è semplicemente, oggi come oggi, una famiglia allargata di skateboarder al 100%: Fast & Fueled forever!

Ai tempi eri uno skateboarder supportato da diversi sponsor: com’era il rapporto con loro?
Di certo Geppo (Claudio Bernardini) di bastard mi è stato di grande supporto e con loro c’era e c’è prevalentemente un rapporto di amicizia: sceglievo il materiale direttamente in magazzino, così come facevo da Tressesport per quanto riguarda l’hardware, le scarpe invece le sceglievo in negozio e me le facevo spedire a casa da Vans.

Hai avuto anche una parentesi ‘americana’ in quel periodo… La cosa ti ha motivato anche a produrre più footage?
In quel periodo grazie a Giorgio di Treessesport ho skateato per il flow team di World Industries e ti lascio immaginare quanto fossi felice e motivato. Purtroppo non sono mai stato in Califonia a trovarli per mille vicende successe, infortuni e problemi vari, ma mi rimane di certo un bellissimo ricordo di quel rapporto e di quel periodo.

Che effetto fa rivedere la part a distanza di anni? Col senno di poi avresti voluto o potuto fare di più?

Rivedere la part mi rimanda a quel periodo ed a tutti i ricordi assurdi delle cose successe: di sicuro non ci prendevamo molto sul serio e l’uscita del video era semplicemente un pretesto per rivederlo insieme in amicizia. Non c’era l’idea di doversi impegnare in maniera professionale, si skateava, punto e basta. Oggi credo che i mezzi a disposizione rendano tutta la faccenda più di alto livello in tutti i sensi: lo skater probabilmente ambisce ad avere una video part più completa. Per noi non era decisamente così in quel periodo.

Com’era la scena di MC di quel tempo?
Credo come è ancora oggi una bellissima aggregazione di skater di diversi paesi, zone e province. Tutti solidali, credo, e con pochi problemi con le forze dell’ordine, dato che sicuramente a livello di sicurezza non era il massimo…

Qual è il trick che ti è costato più fatica? E quale ti ha dato più soddisfazione?
Io facevo i trick che sapevo fare dove li potevo fare: non mi sono mai incaponito più di tanto in uno spot. Quindi fatica direi di no, solo divertimento. E per quanto riguarda la soddisfazione credo il flip del doppio set della scuola per via della rincorsa davvero corta… Ci provai anche tre flip, atterrandolo con un piede alla prima, ma preferii, dato che era buio, portare a casa solo il kickflip… E mi sono praticamente dimenticato del resto!

Ti piace ancora andare in giro a filmare?

È una delle cose più belle in assoluto andare in giro in un furgone alla ricerca di spot portandosi a casa il footage da rivedere… Ma ho operato il ginocchio per la seconda volta e quindi oggi come oggi, se e quando skateo, lo faccio per stare in amicizia e non per filmare, anche se a volte è capitato con i ragazzi di Bad Ass Coast qui a Pescara.

Credi di essere stato o essere un esempio per i più giovani?
Addirittura d’esempio non credo, ma di ispirazione è possibile. Mi è sempre piaciuto aiutare i ragazzini più piccoli alle prese con trick complicati e questo probabilmente è servito a qualcuno, tutto qui…

Vuoi aggiungere qualcosa?
Ora non vivo più a Milano e tutti gli amici lasciati lì mi mancano tantissimo, quindi semplicemente un grande saluto a tutti, sapete che quando volete vi aspetto a braccia aperte!

01:40 PM mer, 26 aprile 2017

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