I Frammenti di Enrico Cerovac

Osde

In occasione dell’uscita della sua zine ‘Frammenti’ abbiamo intervistato Enrico Cerovac, ripercorrendo insieme a lui il percorso che dai primi scatti lo ha portato sino a questa pubblicazione, con lo skateboarding sempre come filo conduttore.

photo: Andrea Zucca

photo: Andrea Zucca

• Quando e come è nata la tua esigenza di documentare con foto e video quello che ti circonda?
Come ho sempre detto a tutti, fare video è stata un’esigenza spontanea, rubavo la videocamera a mio padre, facevamo colletta per le cassette e andavamo negli spot a filmarci: volevamo vedere dove sbagliavamo con le manovre, ma ci piaceva anche l’idea di documentare quello che stavamo facendo e quello che ci circondava, poi montavo tutto con due videoregistratori… Assurdo! Per non parlare dei disastri che abbiamo combinato… Avevo circa 13/14 anni. La stessa cosa è accaduto con la fotografia, ovviamente non avevo soldi da investire e così ho usato quello che era più a portata di mano, fotocamere usa e getta e poi ho continuato con una compatta Canon che mi regalò mia madre (a volte la uso ancora oggi).

• Una buona parte della scena skateboarding italiana riconduce il tuo nome a ZombiesVideo. Visto che sono passati un po’ di anni da quell’esperienza, riassumiamola per chi non la conoscesse.
ZOMBIES VIDEO è un progetto nato nel 1999 da un’idea di tre amici cresciuti in un paesino sul mare, nella provincia di Trieste: eravamo io, Joel Mrvcic (la scintilla che fece partire il progetto) e Diego Mele; con loro e un altro paio di ragazzi facevo le prime uscite con la tavola e con la videocamera e poi i primi viaggi, contest, concerti… Eravamo super motivati e super aggiornati sui video in vhs che uscivano in quel periodo in America e Europa, riviste, brand, gruppi musicali… su tutto! Il nostro sogno era di fare un progetto tutto nostro. Ma non era facile. Un giorno all’istituto d’arte che frequentavano Joel e Diego, comparvero i ragazzi di uno studio triestino che si occupava di produzioni video, erano lì per girare una pubblicità, Joel conobbe alcuni di loro e da li partì tutto; dopo scuola si andava nel loro studio, la prima postazione di montaggio che vidi in vita mia sembrava un astronave! Ci mettemmo subito d’impegno, ognuno investì del suo, io mi bruciai i soldi della patente per comprarmi la prima videocamera. La prima demo Zombies uscì in VHS nel 1999, per cercare sponsor che investissero nel nostro progetto; anche se la demo ebbe buone critiche nessuna azienda all’epoca voleva investire in un progetto fatto da diciottenni super entusiasti ma con zero esperienza, ci ridevano proprio in faccia quando ci presentavamo nei loro uffici! Anche se ci sbattevano le porte in faccia noi continuammo a sk8are, snowboardare e filmare con i nostri amici in giro per l’Italia, a volte anche in autostop o con mezzi di fortuna, sconfinammo anche in Austria e Svizzera! Alla fine, nel 2000, grazie anche al supporto di “Super Studio Trieste”, riuscimmo a far uscire il primo video in VHS: “Zombies Sk8&Snow Video” prodotto interamente senza sponsor; la “première” la facemmo nel salotto di casa mia con i nostri amici, Joel si presentò per ultimo con il master del video e qualche birra nello zaino! Eravamo super contenti anche se sapevamo che non ci sarebbe stato un seguito… Ma per noi era già un grosso traguardo!

Qualche settimana dopo aver spedito delle copie ai vari media, comparve una recensione del video fatta da Marco Morigi (grazie ancora per il supporto) per un noto portale dell’epoca, la recensione concludeva con: “…a mio giudizio, il miglior video italiano mai prodotto fino ad oggi” nessuno di noi ci credeva, poi figurati dei ragazzini di una remota provincia del nord est! Grazie a questa recensione riuscimmo a distribuire nei vari shop italiani le copie in VHS e qualcosa per corrispondenza anche all’estero. Dopo l’uscita di questo video il telefono cominciò a trillare e le ditte che avevamo contattato in passato ci chiedevano di poter partecipare come sponsor al progetto seguente, e da lì abbiamo continuato la saga, fino al 2007/2008 (tutti i video ora li trovate qui: zombiesvideo.com)
Con questo progetto siamo riusciti ad unire, se così si può dire, la scena dei tempi e dare risalto e visibilità ad una realtà a noi cara, sfogando la nostra voglia di fare “cinema”, costruendo all’interno dei video delle vere e proprie fiction create a doc per i vari rider. ZombiesVideo era diventato un appuntamento annuale fisso e per certi aspetti anche un punto di riferimento, specialmente per le première. Madò che feste assurde! Abbiamo viaggiato per tutta la penisola, in Europa ed alcuni resort in America, conosciuto un sacco di gente incredibile e abbiamo lavorato con tutti i distributori, marchi e media dell’epoca. Assurdo, stressante e fantastico allo stesso tempo!

• E dopo ZombiesVideo cos’è successo?
Avevamo vissuto il passaggio tra VHS e DVD in maniera super positiva e abbiamo cavalcato la prima onda di internet, credo che fummo uno dei primi portali a caricare piccole clip e video report dei contest e a ad avere un primitivo e-commerce, dove vendevamo dvd, t-shirt e felpe Zombies. Ma internet doveva ancora esplodere, le aziende non sapevano ancora come rapportarsi, non sapevano quanto questa cosa poteva funzionare, come e quanti soldi investire… Cominciavano a congelare i budget a progetti a lungo termine come i nostri, in attesa di non so cosa, in tutto questo noi eravamo già da più di 7 anni filati su questo progetto senza mai prendere fiato, anche se giovanissimi Joel fu il primo a mettere le mani avanti e per fortuna concludemmo la cosa prima che arrivasse la prima sventagliata di “crisi” che colpì pesantemente il nostro settore e un pò tutti. L’ultima premiere Zombies fu epica!!
Dal canto mio questo cambiamento mi ha dato la possibilità di concentrami dal 2008 in poi su altri progetti sempre inerenti al mondo boardsport (in particolare nello skateboarding) con gli ultimi media rimasti e con alcuni importanti brand del settore, ho iniziato a lavorare sempre più assiduamente nella pubblicità e su vari set, instaurando ottimi rapporti con case di produzione e agenzie di comunicazione. Per 4 anni ho ricoperto anche il ruolo di Marketing consultant e Team Manager per il brand milanese IUTER, infatti nel porgetto “Frammenti” ci sono un paio di foto e riprese dei miei ex rider: Simone Chiolerio e Jacopo Carozzi. Parallelamente al mio lavoro ho sviluppato un sacco di progetti personali e, anche se sono spesso in giro, sono vice presidente dell’ a.s.d Skateboard Trieste. Per il resto continuo a lavorare avanti (tra alti e bassi) come freelance!

• Ai tempi la vhs era l’unico modo per far circolare il proprio prodotto, ora invece, tramite il web, tutti hanno la possibilità di dare visibilità i propri video. Come hai vissuto questi due differenti periodi? Sei uno che rimpiange ‘quei bei vecchi tempi’?
Io ho sempre apprezzato il supporto fisico come i vinili, i dvd, i libri, ecc… Ma forse questa è una cosa che mi ha trasmesso mio padre quando ero piccolo (che è sfociato poi in collezionismo) e sicuramente ai tempi non c’erano altri mezzi per divulgare musica e video. Detto questo, personalmente e per deformazione professionale ho dovuto stare sempre al passo con i tempi, non potevo fare in altro modo, ma non ho mai dimenticato da dove ero partito e con che mezzi.
Internet oltre ad aver cambiato per sempre il mondo della comunicazione ha dato modo a molti videomaker, musicisti e artisti la possibilità di mettersi in vetrina con una facilità disarmante, ai tempi era inconcepibile pensare che sarebbe esistito un portale come youtube dove potevi caricare video in pochissimo tempo e un minuto dopo qualcuno dall’altra parte del mondo poteva guardarselo e commentarlo… Ciao!!!
Purtroppo nel tempo è diventato un calderone di accozzaglie e robe assurde, andavi a cercare una cosa specifica e venivi bombardato da altre mille, un promo di skate, un videoclip, dopo due giorni sparivano nel vortice… Dimenticato! Gli utenti hanno continuamente fame di novità.
Io a casa, se alzo la testa, so dove guardare, se cerco un vecchio video di skate in vhs o un vecchio disco; per me hanno un valore, riaffiorano ricordi e so che sarà “sempre” lì. Non so se i ragazzini di oggi pensano la stessa cosa mentre scaricano un video, un film o un album. Comunque, nostalgia a parte, il web se usato in maniera intelligente è un ottimo strumento per divulgare le tue cose e per farle vedere al mondo intero, oltre ad essere veramente utile come archivio, se sai dove andare a cliccare!
Detto questo rimango fermo dell’idea che beccare i tuoi amici alla première di un video di skate, ad un concerto o una mostra, prendere alla distro il dvd, la zine, il disco o la maglietta, scambiando opinioni con altre persone che condividono con te la stessa passione e far festa con loro, sono sensazioni che non possono essere minimamente paragonate neanche al miglior video del mondo in 4k (fake) su youtube, guardato “comodamente” a casa su un tablet, il più delle volte da soli e con le cuffiette! Poi vero è che anche mia nonna ha lo smartphone ormai… Ah ah ah

• La scena ‘media’ italiana dei tempi di Zombies e di adesso: le tue considerazioni.
C’erano un sacco di riviste, tanti fotografi e filmer. Forse c’era anche più budget per produrre articoli, interviste e per andare in tour, non lo so… Oggi meno riviste cartacee, qualcuna non esiste più, tanti portali nuovi, fatti bene, banner… Però si usa tanto fare reblog!
Poi lo so che ognuno (specialmente in Italia) fa il possibile con il budget che ha e ci mette tutto quello che può (infatti avete tutti il mio massimo rispetto), speriamo le cose migliorino e per far questo ci deve essere un lavoro serio e comune, tra media, aziende e skateboarder (non solo gambe ragazzi… ma anche testa!), forse dobbiamo anche tornare a crederci un pò di più e proporre dei progetti sempre più validi, alcuni già lo stanno facendo (e sono sotto i nostri occhi), spingere per quanto sia possibile, ricordando la fotta che avevamo un tempo ma guardando sempre al futuro! Senza scornarci troppo!

• Com’è nata l’idea di ‘Frammenti’?
Era qualcosa di personale che volevo fare da tanto tempo, ma sono riuscito a concretizzarla appena due anni fa.
“Frammenti” non è solo una raccolta di immagini fatte con compatte ed usa e getta o un montaggio video fatto con materiale d’archivio selezionato tra centinaia di mini dv e decine di pellicole super 8, è un ritorno alle origini e anche un “reminder” per me, per ricordare il motivo per cui ho iniziato tutto questo e perché (nel bene e nel male) sono ancora qui, questo mio progetto è un omaggio a tutte le persone assurde che ho incontrato finora e che hanno condiviso con me la stessa passione e lo stesso background, momenti fantastici e momenti bui. Persone che in un modo o nell’altro mi hanno ispirato e in qualche modo influenzato la mia crescita personale e professionale. Una mia personale interpretazione di quei momenti messa semplicemente su carta e un doveroso omaggio a quei luoghi in cui ho lasciato un pezzo di cuore (e non solo) durante i vari tour e viaggi!

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• Chi sono i protagonisti?
La maggior parte sono skateboarder, fotografi e amici che sono stati i protagonisti della scena e alcuni lo sono ancora oggi come: Matteo Di Nisio, Marco Barozzi, Nikolai Danov, Gianluca Mariani, Marco Mina, Daniel Cardone, Mattia Turco, Nicola e Marco Giordano, ecc… Altre sono persone che ho avuto il piacere di conoscere durante quei periodi in giro e che hanno condiviso con me esperienze assurde come le prime trasferte con la mia vecchia crew di sgangherati, i primi contest, le numerose session di riprese in giro per l’Italia ed Europa per il progetto ZombiesVideo o i vari skate tour di quando ero team manager per Iuter, oltre agli svariati skate trip che ho fatto in seguito! Il mio unico rammarico è che purtroppo non ho potuto inserire nel progetto tutte le persone che avrei voluto, purtroppo alcune delle pellicole recuperate erano gravemente danneggiate (incollate proprio tra di loro) e molti rullini e macchinette usa e getta invece sono andate perse durante i vari traslochi. Questo progetto, però, è sicuramente dedicato anche a tutti loro (voi sapete chi siete).

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• Quanto tempo è stato necessario a raccogliere il materiale?
C’è voluto molto tempo per racimolare tutto il materiale sparso in giro, più di un anno sicuramente, per poi spendere altrettanto tempo a controllare se le pellicole erano ancora in buone condizioni, sviluppare i rullini e le macchinette usa e getta per scoprire cosa c’era dentro (a volte trovavi qualcosa di buono altre volte era una gita scolastica delle medie o immagini imbarazzanti), fatto questo ho dovuto digitalizzare il tutto ed effettuare una selezione accurata, senza contare le ore di materiale video che mi sono rivisto!
Volevo mantenere il progetto essenziale e il prodotto finale è fondamentalmente una piccola selezione di tutto materiale che sono riuscito a recuperare. Poi ti ricordo che questo progetto è completamente autoprodotto e quindi anche le tempistiche per stamparlo si sono dilatate! Qui colgo l’occasione per ringraziare Studio Iknoki, Perpetual Lab, 108 e tutte le persone che hanno dato una mano a realizzare questo progetto.

• Tre foto di Frammenti a cui sei particolarmente legato…

01

Centro Sociale Metelkova, Lubljana (Slovenia), maggio 2000.
Il buon Joel era l’unico con la patente ai tempi, stavamo lavorando al primo video, era un giorno infrasettimanale e mi sa che avevamo bigiato da scuola: io e alcuni cari amici e componenti della DSC Crew (Arturo, Nolan e Joel per l’appunto) partimmo oltre il confine sloveno verso la capitale, trascorrendo un’intera giornata a sk8are le strutture in questo posto fatiscente, finita la session facemmo poi un giro per il centro della città mangiando burek e sorseggiando spensieratamente della birra Lasko ghiacciata!

02

Matteo Di Nisio e André Lucat, spiaggia di Maspalomas, Gran Canaria (Spagna), aprile 2005.
E’ stato un bellissimo tour, uno dei più “rilassati” e anche uno dei più produttivi: la mattina eravamo soliti fare colazione nel bar di fronte casa gestito da tedeschi e poi andavamo in “spiaggia” camminando mezz’ora sulle dune per riuscire a fare una nuotata; ci rilassavamo un pò parlando dei possibili tricks da fare, si mangiava e poi il pomeriggio andavamo a devastare tutti gli spot fino a tarda sera. A seguire qualche birra e poi a dormire, il giorno dopo si ricominciava tutto da capo.

03

Jacopo Carozzi, Berlino (Germania), luglio 2011.
Ero con quasi tutto il team IUTER a Berlino per il Bright Tradeshow (credo fosse uno degli ultimi tour di skate che ho organizzato): mi ricordo che ho sk8ato e filmato tantissimo, party assurdi organizzati dalla fiera, session notturne e cruising per la città con altri pro e skateboarder provenienti da tutta Europa e anche da oltre oceano. Spot e situazioni incredibili! E’ stata particolarmente stancante quella settimana e abbiamo macinato un sacco di chilometri, ma ho veramente un buon ricordo di quei ragazzi e sono contento che alcuni di loro, come Jacopino (ormai cresciuto), si sono fatti valere e continuino a spaccare alla grande!

• Quanto tempo dedichi attualmente allo skateboarding, sopra la tavola e dietro l’obiettivo?
Sopra la tavola quanto più possibile, anche quando vado via per lavoro; c’è chi porta con sè le scarpe per andare a correre nelle ore libere, io invece mi porto lo skateboard!
Dietro l’obiettivo per lo skateboarding ormai solo per progetti personali (video e foto). Aiuto a fare piccoli edit per instagram alle nuove leve. Ah ah ah… Come cambiano i tempi! Spaccano però…

Se desiderate acquistare la zine ‘Frammenti’ potete farlo qui.

frammenti-project.tumblr.com
www.enricocerovac.com

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